Un respiro per le filiere del legno: la seconda proroga dell’EUDR all’orizzonte
Nel panorama normativo europeo, dove la sostenibilità incontra le complessità del commercio globale, il Regolamento UE sulla Deforestazione (EUDR) rappresenta un pilastro ambizioso per arginare la perdita di foreste.
Approvato per imporre obblighi stringenti a operatori e commercianti di prodotti ad alto rischio – dal caffè al cacao, fino al legno e ai suoi derivati – l’EUDR mira a garantire che le importazioni non alimentino la deforestazione.
Eppure, a un anno dall’ultima dilazione concessa, il dibattito si riaccende: una seconda proroga, di almeno un anno, sembra ormai imminente, come emerso dalle recenti comunicazioni della Commissione Europea. La notizia, anticipata dalla Commissaria all’Ambiente Jessica Roswall in una lettera indirizzata al Parlamento europeo e alla Presidenza danese, arriva in un momento cruciale.
Roswall ha puntato il dito sui limiti tecnici del sistema informatico progettato per gestire l’EUDR: un’infrastruttura che, secondo le stime, dovrà processare un volume di dati colossale, con rischi di sovraccarico che potrebbero compromettere l’intero processo. “Dobbiamo valutare con attenzione questi pericoli e rafforzare le capacità del sistema”, ha scritto la Commissaria, sottolineando come la proroga non sia un passo indietro, ma un’opportunità per affinare gli strumenti di attuazione.
Una decisione che, pur clamorosa dopo gli investimenti già profusi, riflette la realtà di un regolamento tra i più complessi dell’acquis comunitario.
Non sorprende, dunque, il coro di approvazione da parte delle associazioni di categoria. FederlegnoArredo ha accolto la proposta con favore, ribadendo la necessità di semplificazioni urgenti per mitigare l’impatto sulle imprese.
E se alcuni osservatori ipotizzano influenze esterne – come le recenti perplessità espresse dall’amministrazione statunitense – Roswall ha minimizzato, attribuendo la scelta principalmente a ragioni tecniche interne.
Per le aziende del settore legno-arredo, questa finestra temporale è un invito all’azione, non a un’attesa passiva. Il protocollo d’intesa siglato tra il Ministero dell’Agricoltura e Conlegno offre già un quadro di collaborazione concreta, con linee guida per la due diligence e la tracciabilità.
In un contesto in cui l’export italiano verso l’UE dipende da catene di fornitura sempre più trasparenti, sfruttare questi mesi per adeguarsi non è solo compliance: è un’opportunità per rafforzare la competitività green.
L’EUDR, prorogato o meno, resta un monito: la transizione verso un’economia deforest-free è inevitabile, ma deve essere gestibile.
Mentre attendiamo conferme ufficiali, una cosa è certa: il tempo guadagnato oggi potrebbe essere il fattore decisivo per trasformare una sfida in un vantaggio strategico.